WELFARE: MORESE, LIBRO BIANCO NON E' DISEGNO DI GOVERNO MA 'MANIFESTO'
PRESIDENTE CONFSERVIZI INTERVIENE SU NEWSLETTER NUOVI LAVORI
Roma, 7 giu. - (Adnkronos/Labitalia) - 'Piu' che un disegno di governabilita', e' una sorta di manifesto. Se non si tiene conto di questo, il Libro bianco del Ministro del Welfare puo' sembrare una pagina bianca. Infatti, per dichiarata ammissione del Ministro, non vuole essere un resoconto di quanto ha realizzato dal momento che, fresco di nomina, elaboro' il Libro verde, un anno fa. Ne' vuole definire priorita' e traguardi per il futuro piu' prossimo'. Cosi' Raffaele Morese, presidente di Confservizi, l'organizzazione che rappresenta, promuove e tutela le aziende e gli enti che gestiscono i servizi pubblici locali, commenta, nella newsletter dell'associazione 'Nuovi Lavori', il Libro Bianco sul Welfare del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
'Il ministro -prosegue Morese- avra' le sue buone ragioni, visto che non sono espresse, per non mettere sul piatto promesse e realizzazioni per misurarne la distanza. Come e' plausibile che non consideri ora il momento per scoprire le carte di un domani che e' alle porte, ma che dipende in parte anche dalle elezioni europee e dal referendum sulla legge elettorale. Il Ministro, in definitiva, non si espone sul 'fare'. Ma ambisce, molto,'dire''.
Il Libro Bianco, ribadisce Morese 'in quanto manifesto, non e' confezionato male'. ' Sceglie parole d'ordine inoppugnabili -spiega ancora Morese, che e' stato sottosegretario al Lavoro dal 1998 al 2001- come persona, famiglia, comunita'; indica prospettive di sussidiarieta': meno Stato, piu' autogoverno locale e sociale; auspica armonie relazionali: nelle imprese, nel mercato del lavoro, per le tutele contro le emarginazioni. C'e' una ostentata attenzione a dare peso alla dimensione concettuale delle problematiche affrontate. Fa il paio -aggiunge- con l'accuratezza con la quale si evita di fornire risposte su quanto occorre realizzare'
Insomma, spiega Morese 'proprio per l'equilibrismo che scorre nelle pagine del Libro bianco, non si puo' esprimere un disaccordo'.'L'impianto, nel suo complesso, anche se qua e la' ci sono segnali di arretramento sui diritti e sulle tutele -prosegue Morese- va incontro alla piu' attiva e vivace cultura solidaristica e cerca di rimanere nel solco di un riformismo responsabile. Semmai, il Libro bianco lascia il lettore con il fiato sospeso. L'assenza di approdi sul 'fare', almeno su alcune topiche questioni, obbliga ad una sospensione di adesione legittima. Lo schema concettuale, infatti, e' cosi' 'liquido' che non si comprende dove va a parare: verso l'universalismo di alcuni diritti e tutele da confermare, o verso una selezione dei fruitori. Questo vale tanto per la sanita' che per la sicurezza sul lavoro'.
'Data questa confusione di sbocchi -prosegue il presidente di Confservizi- e' evidente che il Libro bianco perde di incisivita'. Fa da sfondo a scelte, priorita' e iniziative che vengono spostate in avanti'. E invece, sottolinea Morese, 'la crisi in cui siamo immersi ha degli effetti economici e sociali di proporzioni inedite, nel mondo' e 'anche l'Italia e' coinvolta in questi sconquassi'. Di fronte a questo, 'il Libro bianco e' un manifesto 'liquido' anche sotto questo profilo'.
'Sottostima la partenza tellurica della crisi -avverte Morese- e la forza di cambiamento che essa puo' esercitare. A partire dall'identita' del capitalismo. Il punto di partenza e' quello di disporre di un 'capitalismo responsabile', ne' avido, ne' egoista. Un capitalismo che sappia coniugare le ragioni del profitto con quelle della socialita'. Da cio' puo' discendere, a cascata, un'evoluzione delle dinamiche sociali il piu' possibile condivise e una redistribuzione del benessere piu' egualitaria. Ma cosi' -conclude Morese- siamo gia' oltre il Libro bianco'.