UNIVERSITA': IMPRENDITORI, ATENEI APERTI ALLA CONCORRENZA
DOCUMENTO DI 18 ASSOCIAZIONI, DA CONFINDUSTRIA A LEGACOOP
(ANSA) - ROMA, 21 mar - Un documento con le priorità per l'università indicate da 18 associazioni d'impresa, da Confindustria alla Legacoop, con anche le richieste al prossimo governo: apertura alla concorrenza e alla competizione tra atenei, attrazione degli studenti stranieri, adozione di un rigoroso sistema di valutazione, finanziamenti pubblici legati ai risultati, un più forte legame con l'impresa nella formazione e nello sviluppo della ricerca, superamento del valore legale dei titoli di studio e sostituzione con un sistema europeo di accreditamento. Sono queste alcune delle urgenze che le 18 associazioni hanno incluso in un appello comune per "spingere l'università italiana ai cambiamenti imposti dalla sfida della competizione internazionale". Per la prima volta organizzazioni come Abi, Agci, Ania, Casartigiani, Cia, Coldiretti, Claai, Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi e Legacoop (che comprendono l'intero tessuto economico-produttivo italiano, la piccola, la media, la grande industria, i trasporti, l'artigianato, il commercio, il turismo, l'agricoltura, le banche, le assicurazioni, i servizi, le cooperative, i servizi pubblici locali) hanno espresso una posizione comune sul futuro dell'università italiana, considerata come "nevralgica leva dello sviluppo e motore della conoscenza". "L'università italiana - sostengono le associazioni nel documento - ha accumulato oggettivi ritardi nella competizione internazionale, ma costituisce un capitale che può essere meglio messo a profitto, se si riduce la burocrazia e crescono l'efficienza e la concorrenza. Per questo, il documento comune sottoscritto dalle 18 associazioni si articola in tre parti. La prima è dedicata all'ambiente esterno all'università, che deve diventare più aperto e competitivo e deve prevedere maggiore concorrenza per i finanziamenti. La seconda si sofferma sull'organizzazione dell'università, che deve essere modificata per poter competere più liberamente attraverso una riduzione del centralismo e una riforma della governance. La terza sottolinea, infine, la necessità di differenziare l'offerta formativa dopo il diploma (lauree di I livello, corsi di formazione professionale superiore, lauree magistrali, master e dottorati). Tra le priorità individuate dalle organizzazioni per migliorare la capacità competitiva: l'apertura alla concorrenza e alla autonomia responsabile; l'eliminazione dei vincoli normativi che impediscono alle università di competere, a partire dal progressivo superamento del valore legale dei titoli di studio e sostituzione con un sistema europeo di accreditamento; l'apertura all'estero attraverso un maggior numero di studenti e docenti stranieri; l'adozione di un rigoroso sistema di valutazione e di un più forte legame con l'impresa nella formazione e nello sviluppo della ricerca; il collegamento dei finanziamenti pubblici ai risultati della valutazione. Le 18 Associazioni imprenditoriali chiedono "provvedimenti concreti e tempestivi per mettere gli atenei italiani in condizione di competere con le migliori università del mondo". (ANSA).